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Sabato 14 luglio 2018
dalle 15:30 alle 24:00
Borgata Baracco
Roccaforte Mondovì (CN)

Dal libro di DONATO BOSCA “MASCA, GHIGNA, FAUSSA, IL MISTERO delle STREGHE PIEMONTESI” Dalla veglia contadina all’analisi sociologica.. Ed. PRIULI & VERLUCCA

..In origine le masche non sarebbero state ne’ buone ne’ cattive, ma semplicemente diverse; la loro trasformazione in streghe, con una connotazione preminentemente negativa, sarebbe avvenuta in tempi relativamente recenti..

L’origine della parola viene ritenuta ancora del tutto incerta ed oscura:

“potrebbe derivare da un termine italico, preromano, mask, con il significato di scuro, così come potrebbe derivare da un tema, ancora preromano, comune a tutte le popolazioni mediterranee, maska, di significato sconosciuto. A quest’ultima potrebbe essere collegata un’altra etimologia, estremamente affascinante, che deriverebbe il termine masca dall’arabo: storicamente questo sarebbe possibile, se solo si pensa alle scorrerie saracene in Piemonte e in Liguria, proseguite sin dopo l’anno 1000, che hanno lasciato non poche tracce nella lingua di queste due regioni, e che sarebbe conciliabile anche con l’origine mediterranea dello sconosciuto maska... Secondo questa teoria, dal verbo arabo MASAKHA, che in una sua accezione significa trasformare in animale, si arriva al sostantivo maskh che indica l’operazione stessa della trasformazione.

La suggestione del ragionamento è evidente quando si pensa che la capacità di trasformarsi in animali (gatti, pecore, cani, serpi) è una delle caratteristiche che le masche hanno in comune con le sacerdotesse druidiche.

Le discussioni sul significato autentico della parola masca continuano ad occupare spazio in tutte le pubblicazioni di genere. Lo scrittore Gian Piero BONA ricordava, in particolare, le lezioni di etimologia ricevute da don PONTERO, stimato filologo originario di Garessio. “Masca – scrisse in un racconto, era parola in uso presso le antiche razze liguri-taurine; esse allignavano Sulle Alpi Marittime, tra il Cuneese e la Provenza. Masca è un nome occitano che indica lo stile malefico di alcune donne.

Non sai che le streghe borbottano scongiuri? Murmurant carmina? Gli spagnoli dicono mascar per masticare, biascicare, da cui il verbo mascellare, ossia bofonchiare insulti ed orazioni. I portogesi usano mascar per masticare tabacco, ciccare.

... già al principio del XIII secolo Gervasio TILBERIENZE scriverà:

“Sappiamo che alcune streghe, sorprese in forma di gatti nelle ore notturne, sono state colpite da persone che le spiavano di nascosto. L’indomani, esse portavano il segno delle ferite e delle mutilazioni”.